Krupp e la cultura tedesca a Capri

Continua a Capri la rassegna dedicata a Friedrich Alfred Krupp, il magnate tedesco innamorato dell’isola dove era solito trascorrere i mesi invernali.

La rassegna si concluderà il 30 aprile 2009.

Ecco i prossimi eventi:

Marzo 2009 – Conferenza “L’ingegno di Emilio Mayer”
Intitolazione slargo Centro Artigianato all’Ing. Emilio Mayer

3 aprile 2009 – ore 10.30
Conferenza : “Gli abitanti del mare da Krupp ad oggi “ per le scuole
a cura della Stazione Zoologica di Napoli
Centro Congressi Capri

4-25 aprile 2009
Mostra e conferenza “Scienziati tedeschi a Capri tra fine ‘800 ed inizio ‘900”
Sale del Centro Caprense I.Cerio

30 aprile 2009
ore 10.00 – Cerimonia di chiusura eventi
Scoprimento della lapide in memoria di A.F. Krupp
Atrio del Palazzo Municipale
ore 11,30 – Lancio nello specchio d’acqua prospiciente via Krupp, nella baia di Marina Piccola di una corona a ricordo di A.F. Krupp e dei protagonisti della cultura tedesca a Capri.

La genovese – la ricetta e l’origine del nome

La genovese: inizio della cottura

La genovese: inizio della cottura

Tutti a Napoli conoscono la genovese che, insieme al ragù, è uno dei pilastri della cucina partenopea, malgrado il suo nome faccia intendere ben altro.

Ho fatto un pò di ricerche, anche su vecchi testi, per risalire alle origini del nome della salsa genovese alla napoletana; ma come spesso accade in questi casi, è difficile trovare una sola versione. La più accreditata fonte fa risalire il nome ad alcune osterie insediatesi nell’area del porto di Napoli nel periodo aragonese, gestite da cuochi provenienti da Genova, i quali erano soliti cucinare la carne in un sol pezzo in modo da ricavarne una salsa utile poi per condire la pasta (altre ipotesi le trovate nel link sottostante).

Per la ricetta della genovese, preparatevi a tagliare tante, ma tante cipolle. In genere per un chilo di carne ci vogliono un chilo e mezzo di cipolle, ma c’è anche chi ne mette due. Oltre alla cipolla, si aggiunge una carota e del sedano.
Il tutto poi si insaporisce con pezzetti di salame e prosciutto, la parte finale dei salumi, detto resto di bancone, costano poco, ma danno un gusto particolare alla carne. Pare che proprio questi salumi (insieme al lardo) siano stati aggiunti dai napoletani alla ricetta base dei genovesi.

Con questa salsa a Napoli siamo soliti condire i maccheroni della Zita o i mezzani, ma in mancanza di questi vanno bene anche altre paste corte che tengano la cottura.

L’intera storia della genovese alla napoletana, la ricetta ed altri consigli sulla preparazione li trovate a questa pagina:
La ricetta della genovese

Isolotti della Gaiola

E’ stata una vera sorpresa visitare gli isolotti della Gaiola, poco conosciuti ma bellissimi che possono essere ammirati da Capo di Posillipo a Napoli.

Ecco una delle foto che ho scattato:

Isolotti della Gaiola. Posillipo, Napoli

Isolotti della Gaiola. Posillipo, Napoli

Ed ecco una vista dall’alto del posto attraverso le mappe satellitari di google:

Immagine dal satellite (google maps)

La leggenda di Positano e della Madonna Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta

Il nome Positano ha un’origine affascinante legata alla leggenda della Madonna Assunta.

Si narra che nel medioevo un veliero che navigava lungo la costa si fosse fermato a causa di una improvvisa bonaccia proprio di fronte alla spiaggia di Positano. I marinai tentarono con tutta la loro esperienza di far ripartire la nave, ma i loro sforzi risultarono vani a causa della mancanza di vento. A quel punto udirono una voce proveniente  da un’icona bizantina della Madonna Assunta che trasportavano a bordo e che diceva “posa, posa, posa,…”, cioè fermati in quel posto (da cui il nome) . Il capitano interpretò il miracolo come la manifestazione della volontà della Madonna di restare in quelle terre ed ordinò ai suoi uomini di fermarsi; subito dopo il vento tornò a soffiare e così poterono dirigersi verso la spiaggia di Positano. Lí consegnarono l’icona ai Positanesi, che accolsero il dono con grande gioia edificando una chiesa nei pressi della spiaggia, nel punto in cui l’icona della Madonna Assunta si era prodigiosamente spostata da sola nel cuore della notte.

A questi link trovate la storia completa ed altre informazioni sulla chiesa:

La Candelora

La Candelora è, tra le feste religiose italiane, una delle più antiche e ricche di tradizione e conosce in ogni regione aspetti tipici legati alle usanze, alla cultura ed alla cucina del posto.

La festa della Candelora è celebrata dalla Chiesa Cattolica il 2 febbraio per commemorare la Presentazione del Signore al tempio di Gerusalemme; inoltre la ricorrenza celebra anche il rito di Purificazione di Maria, che la Vergine aveva eseguito 40 giorni dopo la nascita di Gesù, in conformità con la legge ebraica secondo cui una donna era considerata impura dopo la nascita di un figlio maschio. Il nome candelora è invece il termine popolare attribuito dai fedeli alla festa, perchè in questo giorno si benedicono le candele.

Col tempo la ricorrenza, vista anche la sua particolare collocazione nel candelario, soprattutto nelle regioni meridionali ha assunto una valenza anche meteorologica per interpretare l’andamento climatico della stagione e ricavare indicazioni circa la fine dell’inverno, come alcuni provervi, noti oramai solo ai più anziani, ricordano: “Cannelora , ‘state dinto , vierno fora”.

In penisola sorrentina la ricorrenza ricade a poca distanza dalle feste di alcuni importanti santi patroni e grandi festeggiamenti si celebrano il 14 febbraio quando la terra comincia a risvegliarsi dal torpore invernale. Un proverbio in penisola, che ricorda tali santi, recita “San Biase o sole pe case / San Catiello ‘o sole ‘o Castiello / Sant’Antonino ‘o sole pe marine”.
Sempre nelle regioni costiere, si è soliti accendere i ceri benedetti in caso di tempeste di mare o se si attende il ritorno di qualcuno uscito con l’imbarcazione durante l’intemperia.
In Campania il ricordo culinario del 2 febbraio e’ legato al migliaccio dolce.

Per approfondire:

Fabula Vergiliana – Racconti emozionali serali

Nella suggestiva scenografia dell’area archeologica del complesso monumentale della Chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli, i narratori dell’arte dell’associazione “Mani e Vulcani“, raccontano le vicende di Virgilio poeta, ma anche mago, come tante leggende napoletane lo ricordano.
I narratori, illuminati da fiaccole e lanterne, guidano il pubblico in un viaggio immaginario nel tempo, accompagnandoli  nell’area ipogea, a circa sette metri sotto il piano di calpestio della chiesa, negli ambienti dell’antico mercato romano.
Il filo conduttore delle storie è il manoscritto anonimo “Cronaca di Partenope” del 1300, conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli, che riporta le fantastiche vicende napoletane del poeta latino.

Le rappresentazioni si svolgono nel fine settimana, solitamente in due turni serali. La prenotazione è obbligatoria. Maggiori informazioni e prenotazioni:

Prosegue il restauro della “Borbonica sotterranea”

Nell’Ottocento i Borboni fecero costruire una galleria sotterranea collegante Piazza del Plebiscito con la zona di Chiaia, per essere usata sia come via di fuga verso il mare dei Re residenti a Palazzo Reale sia per consentire un rapido accesso dei militari in difesa della residenza reale.
Nel Novencento il tunnel fu abbandonato, per essere poi usato soltanto come rifugio antiaereo nel corso della seconda guerra mondiale o deposito di auto nella seconda metà del secolo.

Nel marzo 2005 un gruppo di speleologi guidato dal Dr. Geol. Gianluca Minin, che è impegnato da diversi anni in attività di verifiche statiche e lavori di messa in sicurezza delle cavità presenti nel sottosuolo di Napoli, entrò nel Tunnel Borbonico per realizzare alcuni rilievi; il Tunnel si presentava all’epoca in uno stato di totale degrado ed abbandono, invaso da centinaia di metri cubi di detriti e rifiuti legati ai lavori di scavo del LTR e a sversamenti abusivi. I rilievi consentirono di ammirare la bellezza di un’opera civile da anni dimenticata e portarono, al contempo, alla scoperta di diverse cavità non censite ubicate in aree limitrofe al Tunnel migliorando la conoscenza del sottosuolo dell’area di Monte Echia.

Il dottor Minin ideava così il progetto “Borbonica Sotterranea”: a partire da quel periodo il gruppo di speleologi ha contribuito a migliorare lo stato del Tunnel ripulendo numerosi ambienti ed illuminandolo fino a consentire una facile e gradevole passeggiata. Interventi specifici sono stati dedicati al rifacimento delle mura borboniche,  al recupero di alcune auto d’epoca ritrovate nelle cave ed all’illuminazione scenografica delle gallerie scavate nel tufo.

I lavori proseguono e si conta di aprire al pubblico quanto prima la “Borbonica sotterranea” .

Di seguito un video della Raitre regionale dedicato all’argomento:

Altre informazioni utili:

Riccardo Muti al teatro San Carlo

Il maestro Riccardo Muti, dopo una lunga assenza, ritorna al teatro San Carlo di Napoli, nella sua città natale, dove il 7 febbraio 2009 dirigerà un concerto alla presenza del Presidente della Repubblica.

L’evento musicale celebra la riapertura del San Carlo con una sala del Teatro completamente ristrutturata e restituita all’antica lucentezza.
La prima prova generale sarà aperta agli studenti del Conservatorio di Napoli, dove Riccardo Muti ha studiato da giovane.

In programma musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Niccolò Jommelli e Giuseppe Verdi.

Per maggiori informazioni:
http://www.teatrosancarlo.it

La maschera di Pulcinella

Sono lieta di inaugurare I diari di Portanapoli con una personale interpretazione di Pulcinella, la maschera guida di Portanapoli che ho disegnato in numerosi articoli per il sito. Lo stile di questi disegni è veloce ed immediato i colori son forti, dato dall’uso dei pennarelli; la mia immaginazione ha reso Pulcinella una persona vera, non più maschera, ma un personaggio che vive ed illustra le pagine di Portanapoli.

testi ed immagini di Francesca Buommino

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testi ed immagini di Francesca Buommino

testi ed immagini di Francesca Buommino

Articoli pubblicati su Pulcinella

I Monti Lattari

Monti lattari visti da Santa Lucia, Napoli

I Monti Lattari sono ben noti a tutti gli abitanti del Golfo di Napoli perchè completano, insieme alla sagoma del Vesuvio ed al profilo delle isole, la famosa scenografia della baia.

Ma sono ben noti, anche perchè meta di numerose scampagnate del fine settimana. Nei vari borghi nascosti fra le montagne è infatti possibile gustare le specialità locali, prima fra tutte quelle casearie, come il  nome  Lattari lascia ben intendere: proprio fra questi monti hanno origine la mozzarella di Agerola ed il provolone del Monaco DOP.

Maggiori informazioni ed approfondimenti:

I Diari di Portanapoli

Oggi nasce “I Diari di Portanapoli”, il blog ufficiale in lingua italiana che si affiancherà al sito www.portanapoli.com

Questo blog, scritto a più mani dai vari autori di Portanapoli, ha il compito di integrare con contenuti aggiornati e di attualità le informazioni presenti sul sito principale.

Notizie su eventi e manifestazioni, saranno affiancate da impressioni su località, ricette, fotografie, disegni e… pensieri in libertà!

Diversi autori, diversi temi, diverse forme di comunicazioni: questa moltitudine di espressioni dà vita ai diari del nostro sito! (gb)