I Diari di Portanapoli

24 giugno 2009

Pasta e piselli.

Autore: Francesca — Archiviato in: Cucina — Tag:, , , — Ora: 09:00
Sugo con piselli freschi e salame napoletano

Sugo con piselli freschi e salame napoletano

Pasta e piselli.

Tubettini con piselli

In foto una variante della pasta e piselli con salame; riporto brevemente la preparazione e gli ingredienti.

Sgranare i piselli,  in una padella mettere l’olio e la cipolla tritata, portarla sul fuoco e lasciarla soffriggere per qualche minuto, quindi unire i piselli freschi ed  il salame; trascorso il tempo di cottura dei piselli aggiungere dell’acqua poi versare la pasta nel sugo con un pizzico di sale.

Ingredienti

pasta (tubettini o spaghetti spezzati)

piselli freschi

salame napoletano

cipolla

peperoncino

olio

1 febbraio 2009

Friarielli

friarielli crudi

Friarielli crudi

I friarielli sono la variante napoletana dei broccoletti, anche detti cime di rapa. E’ una verdura tipicamente invernale, dal sapore amarognolo e dai molteplici usi in cucina. Io la mangio spesso come contorno, essendo molto ricca di vitamina C, ma può essere anche abbinata alla pasta o alla pizza.

La ricetta tradizionale prevede innanzitutto un lavoro attento di capatura, per eliminare la parte dura della pianta e lasciare solo le foglie morbide e le cime. Dopo un’abbondante lavata si lascia sgocciolare la  verdura pulita, mentre in un tegame ampio si soffrigge l’aglio con l’olio e il peperoncino. Una volta imbiondito (non bruciato) l’aglio, si aggiunge la verdura, si sala e si copre con coperchio, per far sì che le foglie si ammorbidiscano.  Si lascia cuocere a fuoco moderato, rigirando spesso la verdura. Si ultima la cottura senza il  coperchio, per far asciugare l’acqua che la verdura elimina man mano che appassisce. Ricordatevi di sentire sempre in ultimo il sale. Io infatti non esagero mai all’inizio della cottura, perché la verdura cuocendo si riduce di dimensione e si potrebbe esagerare nel salare.

Friarielli cotti

Friarielli cotti

I friarielli sono un ottimo contorno per la salsiccia e la carne in generale. Sulla pizza poi… provare per credere. Se volete provarli sulla pizza però, ricordate di asciugare bene la verdura, riponetela sulla pasta da pizza facendone uno strato compatto, poi aggiungete la salsiccia sbriciolata e se vi piace la mozzarella a pezzetti. Ah! Buon appetito.

Qui ci trovate una delle ricette possibili:

27 gennaio 2009

La genovese – la ricetta e l’origine del nome

La genovese: inizio della cottura

La genovese: inizio della cottura

Tutti a Napoli conoscono la genovese che, insieme al ragù, è uno dei pilastri della cucina partenopea, malgrado il suo nome faccia intendere ben altro.

Ho fatto un pò di ricerche, anche su vecchi testi, per risalire alle origini del nome della salsa genovese alla napoletana; ma come spesso accade in questi casi, è difficile trovare una sola versione. La più accreditata fonte fa risalire il nome ad alcune osterie insediatesi nell’area del porto di Napoli nel periodo aragonese, gestite da cuochi provenienti da Genova, i quali erano soliti cucinare la carne in un sol pezzo in modo da ricavarne una salsa utile poi per condire la pasta (altre ipotesi le trovate nel link sottostante).

Per la ricetta della genovese, preparatevi a tagliare tante, ma tante cipolle. In genere per un chilo di carne ci vogliono un chilo e mezzo di cipolle, ma c’è anche chi ne mette due. Oltre alla cipolla, si aggiunge una carota e del sedano.
Il tutto poi si insaporisce con pezzetti di salame e prosciutto, la parte finale dei salumi, detto resto di bancone, costano poco, ma danno un gusto particolare alla carne. Pare che proprio questi salumi (insieme al lardo) siano stati aggiunti dai napoletani alla ricetta base dei genovesi.

Con questa salsa a Napoli siamo soliti condire i maccheroni della Zita o i mezzani, ma in mancanza di questi vanno bene anche altre paste corte che tengano la cottura.

L’intera storia della genovese alla napoletana, la ricetta ed altri consigli sulla preparazione li trovate a questa pagina:
La ricetta della genovese

20 gennaio 2009

I Monti Lattari

Monti lattari visti da Santa Lucia, Napoli

I Monti Lattari sono ben noti a tutti gli abitanti del Golfo di Napoli perchè completano, insieme alla sagoma del Vesuvio ed al profilo delle isole, la famosa scenografia della baia.

Ma sono ben noti, anche perchè meta di numerose scampagnate del fine settimana. Nei vari borghi nascosti fra le montagne è infatti possibile gustare le specialità locali, prima fra tutte quelle casearie, come il  nome  Lattari lascia ben intendere: proprio fra questi monti hanno origine la mozzarella di Agerola ed il provolone del Monaco DOP.

Maggiori informazioni ed approfondimenti:

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