Il sabato sera le pizzerie a Napoli sono letteralmente invase, ma vale la pena aspettare un pò per poter gustare una buona pizza!
In foto cito due esempi “sacri” la Quattro Stagioni, (che è la mia preferita) ed una semplice ma gustosissima Margherita con prosciutto cotto!

Pizza "Quattro Stagioni"

Pizza "Margherita con prosciutto cotto"

Alici indorate e fritte; prima fase nella farina

Alici indorate e fritte; seconda fase nell'uovo.

Alici indorate e fritte
Piatto tipico della cucina napoletana, le alici indorate e fritte, facili da cucinare e buone per la salute essendo le alici un pesce azzurro ricco di omega 3.
Ingredienti
2 uova
300 gr di alici
olio per friggere farina sale (volendo anche un pò di pepe)
Pulire le alici e spinarle. Passare le alici nella farina poi nell’uovo quindi friggerle nell’olio bollente. Si consiflia di servirle calde su un letto di insalata fresca cospargendo sale, per chi preferisce: pepe e limone.

Spaghetti al pomodoro fresco.

Spaghetti al pomodoro, (particolare).
Ingredienti
Spaghetti
Pomodorini freschi
Spicchi d’aglio
Sale
Olio extra vergine d’oliva
Basilico

Sugo con piselli freschi e salame napoletano

Tubettini con piselli
In foto una variante della pasta e piselli con salame; riporto brevemente la preparazione e gli ingredienti.
Sgranare i piselli, in una padella mettere l’olio e la cipolla tritata, portarla sul fuoco e lasciarla soffriggere per qualche minuto, quindi unire i piselli freschi ed il salame; trascorso il tempo di cottura dei piselli aggiungere dell’acqua poi versare la pasta nel sugo con un pizzico di sale.
Ingredienti
pasta (tubettini o spaghetti spezzati)
piselli freschi
salame napoletano
cipolla
peperoncino
olio

Pasta all'insalata
In foto un esempio di come può essere condita la Pasta all’Insalata: una ricetta veloce e semplice da realizzare; un piatto unico da servire freddo, ricco di ingredienti della dieta mediterranea.
Ingredienti:
200 g penne rigate
2 pomodori di Sorrento
2 scatolette di tonno
4 carciofini
4 foglie di basilico
origano
olive nere e bianche
sale olio

Agropoli, centro storico.

Agropoli, centro storico: scorcio caratteristico.
In foto potete vedere due scorci caratteristici del centro storico di Agropoli, meta di turisti che amano immergersi in un’atmosfera antica; infatti il centro antico conserva parte delle mura difensive ed un portale seicentesco. Vale la pena affrontare la salita a gradoni che porta al castello per contemplare il mare e la spiaggia di Agropoli dall’alto…e per rinfocillarsi perché no, mangiare una buona pizza servita nel pittoresco piatto di vimini!

Fetta di casatiello rustico
Uno dei simboli della cucina di Pasqua in Campania è senza dubbio il casatiello.
Esso ha la forma di una ciambella, può essere dolce o salato (rustico), ed è caratterizzato esteticamente da uova crude con il loro guscio che si mettono a mò di decorazione sopra l’impasto prima di essere infornato. Le uova vengono fissate alla ciambella da due striscioline di pasta incrociate.
Il casatiello rustico altro non è che il tortano napoletano imbottito decorato con le uova crude così come spiegato sopra.
Spesso invece di fare un tortano imbottito, si può preparare un tortano semplice con sugna, parmigiano e romano e decorarlo sempre con le uova.
Per il casatiello dolce, invece, si fa un impasto simile a quello delle brioche (uova, farina, latte, burro o strutto, zucchero), impiegando gli ingrediendi in fasi diverse, in quanto la lievitazione dura molte ore.
Per approfondire:
La Settimana Santa napoletana è scandita da una serie di eventi religiosi legati ai riti ed alla liturgia della Pasqua, pressappoco come in tutta Italia: si parte dai rametti d’ulivo della Domenica delle Palme, seguono poi lo struscio ed i sepolcri al giovedì, le processioni del venerdì, fino allo sciogliersi della Gloria (il suono di campane che annuncia la Resurrezione) alla Domenica di Pasqua.
Nel Golfo di Napoli inoltre, chi è ancora legato alla tradizione, accompagna la settimana santa anche con una serie di riti gastronomici che scandiscono il ritmo delle giornate, fino alla preparazione del menù pasquale ed alla gita della pasquetta.
Riporto di qui di seguito la tradizione nella mia famiglia.
- Mercoledì: preparazione dei taralli di Pasqua (ciambelle dolci fatte con uova, zucchero, farina e scorza di limone)
- Giovedì: preparazione della pastiera.
Il menù della cena prevede spaghetti con le vongole o frutti di mare (o zuppa con i frutti di mare) e per secondo ricotta salata, uova sode, carciofi bolliti intinti nell’olio.
- Venerdì: rigorosamente bisognerebbe digiunare, ma noi abbiamo sempre mangiato leggero, tipo verdure, un pò di pasta o un pò di pesce in bianco.
- Sabato: è il giorno della preparazione del Casatiello, la celebre torta salata ripiena di uova, formaggio e salumi (per me è il punto più alto della gastronomia pasquale
). Il casatiello lo mangiamo poi in serata con carne alla pizzaiola o frattaglie in umido. In genere se ne fanno due, il secondo si mangia il lunedì.
- Domenica: il menù pasquale prevede minestra con brodo di gallina, agnello stufato con uova e piselli, carciofi bolliti, fritto misto (ricotta fritta, carciofi fritti) e la famosa fellata (affettato misto di salami, dove non deve mancare la soppressata ed il capocollo)
- Lunedì: giorno dedicato alla gita fuori casa dove si mangia il casatiello (ancora più buono dopo un paio di giorni) oppure se si resta casa si fa un menu simile a quello della domenica con le rimanenze del giorno prima, variando il primo piatto.
Sarebbe bello conoscere anche la “tradizione gastronomica pasquale” di chi legge, non solo in Campania, ma anche nella altre regioni d’Italia; vi invito a scriverle qui sotto nei commenti.

Gnocchi al ragù
Gli gnocchi della domenica, quelli profumati, che ti saziano con una porzione, ma che te ne mangi sempre due, quelli che pregusti già al sabato quando avverti l’odore del ragù che sta a pippiare dinto o’ tiano, quelli che vorresti conservare per il lunedì, ma che finiscono sempre immancabilmente la domenica sera… si, proprio questi gnocchi ha fatto Donna Elisabetta e ce ne ha mandato un piatto per farli gustare pure a noi (grazie a Davide per le fotografie).
Di seguito trovate la sua ricetta per gli gnocchi di patate ed alcuni sughi per il condimento:

Pastiera
Regina della pasticceria campana, simbolo della Pasqua napoletana, la pastiera da sempre accompagna la Settimana Santa in Campania con i suoi intensi profumi e l’inconfondibile aroma.
Di origine antichissima, risalirebbe ai culti pagani che celebravano l’arrivo della primavera, la pastiera ha legato il suo mito addirittura alla leggenda di Partenope e della fondazione di Napoli. La sirena, con la sua voce melodiosa e dolcissima aveva incantato gli abitanti del Golfo di Napoli, i quali, per ringraziarla, le portarono sette doni, ognuno dei quali con un preciso significato simbolico: la farina, la ricotta, le uova, il grano cotto nel latte, i fiori di arancio, le spezie e lo zucchero. La sirena Partenope gradì i doni e li raccolse per portarli alle sua dimora al cospetto degli dei, i quali combinarono in modo divino gli ingredienti, trasformandoli così nella pastiera, una delizia più dolce e soave del canto della stessa Partenope.
Per approfondire:

Uova in purgatorio
In tempo di Quaresima (ma anche per dare qualche colpo di rifinitura alla linea) è bene avere a portata di mano una ricetta semplice, veloce da cucinare, ma leggera.
Allora cosa di meglio che preparare una semplice salsa di pomodoro e farci cuocere dentro un paio di uova? … ed ecco pronto un bel secondo economico e nutriente.
Quel nome, poi, ova ‘mpriatorio (uova in purgatorio) , mi ha sempre incuriosito, fin da bambino: l’origine del nome secondo varie fonti sarebbe dovuto all’aspetto del piatto, che richiama alla mente le rappresentazioni delle anime del purgatorio presenti nelle edicole votive di Napoli.
La ricetta e maggiori notizie sul piatto alla pagina seguente:
Finalmente ho avuto il tempo di farle:

Le chiacchiere
Le chiacchiere sono un tipico dolce carnevalizio, praticamente conosciuto in tutta la penisola con nomi diversi. In Campania noi le chiamiamo chiacchiere, sono semplici da fare ed hanno anche un bell’aspetto.
Tradizionalmente si preparano il giovedì, anche se a me prima di oggi non è stato possibile farle!
Naturalmente ho preparato anche il sanguinaccio (però quello fatto solo col cioccolato).
Per approfondimenti:
La parola carnevale, come tutti sanno, viene dal latino carnem levare (togliere la carne) perchè proprio il martedì, detto “grasso”, è l’ultimo giorno in cui è possibile mangiare carne prima che inizi il lungo periodo “di magro” della Quaresima (i quaranta giorni che precedono la santa Pasqua).
Nel passato la quaresima portò ad elaborare una cucina di magro particolarmente fantasiosa e saporita, perchè essendo proibite le carni e tutti i condimenti derivati dai grassi animali, bisognava pur ingegnarsi in qualche modo per dare sapore ai cibi. Nacquero in questo modo tanti piatti della nostra cucina tradizionale che sono oggi i pilastri della dieta mediterranea.
Per rendere più efficace il messaggio e l’obbligo della quaresima, nel medioevo si era soliti rappresentare allegoricamente la battaglia tra il Carnevale e la Quaresima, dove il Carnevale era rappresentato da una persona paffuta, gioiosa seguita da una schiera di prosciutti, lardi, salami, mentre la Quaresima da un personaggio smunto, magro, pallido, seguito da sardine, pesci e baccalà. I due combattevano strenuamente, anche se alla fine vinceva sempre la quaresima imponendo per quaranta giorni le sue proibizioni.
Famoso è il quadro del pittore fiammingo Pieter Bruegel, “La battaglia tra il Carnevale e la Quaresima”, che rappresenta la citata allegoria e che può essere ammirato su questa pagina:
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Fight_Between_Carnival_and_Lent
Per approfondimenti: