I Diari di Portanapoli

7 marzo 2009

Via Toledo

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cultura e tradizioni,Luoghi,Storia — Tag:, , , — Ora: 09:55

Via Toledo è una delle strade più famose di Napoli, eppure il suo nome ha conosciuto una storia travagliata negli ultimi 150 anni.

Nata nel 1536 per volere del vicerè Pedro Toledo, ne conservò il nome fino al 1870 quando poi si decise di rinominarla in “Via Roma, già Toledo” per festeggiare la presa di Roma, futura capitale del Regno d’Italia.
I Napoletani, già diffidenti verso la nuova casata regnante non accolsero al meglio il cambio di nome e per tale motivo le nuove targhe furono vegliate a lungo dalle Guardie Municipali, in previsione di passionali attacchi a base di scalpello e martello.

Ma si possono cambiare la targhe, non le abitudini: negli anni Settanta del secolo scorso ricordo ancora che in molti per indicare questa strada dicevano “ngoppa a Tuledo” (sulla via Toledo), benchè fosse passato un secolo dal cambio di nome.

Finalmente negli anni Novanta l’arteria ha riacquistato il suo vecchio nome, con buona pace dei tanti Napoletani che avevano cominciato a chiamarla via Roma: oggi, girando per Napoli, potete chiamarla col nome ufficiale di Via Toledo o quello conservato temporaneamente per un secolo e mezzo di Via Roma, le attuali generazioni vi capiranno in entrambi i casi. In futuro, chi sa…?

Per approfondire:

6 marzo 2009

I sepolcri e lo struscio

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cultura e tradizioni — Tag:, — Ora: 19:06

Come è noto al Giovedì Santo la tradizione pasquale e la liturgia della Settimana Santa prevede che i fedeli vadano a visitare i sepolcri nelle chiese, che, secondo un’antica tradizione, devono essere almeno tre e sempre in numero dispari.

Questo rito viene comunemente indicato come il “giro dei sepolcri”, ma a Napoli (e a quanto pare in buona parte del Campania) si usa anche il termine struscio.

Una delle spiegazioni più plausibili che ho trovato circa l’origine del termine risale addirittura ad un bando del Settecento, quando a Napoli durante la settimana santa fu imposto (così come era già tradizione in Spagna) il divieto di circolare con cavalli e carri, divieto confinato successivamente poi alla sola via Toledo. I fedeli, che in gran numero osservavano il rito dei sepolcri, erano quindi costretti a circolare a piedi lungo la principale arteria cittadina. Visto il gran numero di persone, il passeggio era lento e si procedeva quindi strusciando (strisciando) i piedi lentamente sul selciato ed anche le stoffe ancora rigide dei vestiti nuovi indossati per l’occasione, strusciavano tra di loro producendo un suono sommesso.

2 marzo 2009

Pasqua a Procida

Tracorrere la Pasqua a Procida è sicuramente un’esperienza affascinante e coinvolgente, soprattutto per l’intenso misticismo della Settimana Santa di Procida.
Le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo sono antichissime e molto sentite dalla popolazione, che vi partecipa in massa.
Non solo la tradizione, ma anche la natura è un’attrazione: il tepore primaverile permette di prendere la prima tintarella sulle belle spiagge vulcaniche dell’isola e magari osare anche qualche nuotata in mare. Inoltre si possono provare le specialità di mare del Golfo di Napoli, ad esempio sedendo fra le barche di pescatori giù alla Marina di Corricella.

Per approfondire:

Informazioni turistiche:

1 marzo 2009

Un augurio speciale

Autore: Ennebì — Archiviato in: Cultura e tradizioni — Tag:, , , , , , — Ora: 17:47

Oggi è il compleanno dell’autore di Portanapoli. Con l’occasione ho pensato di fargli degli auguri speciali, attingendo alla ricca saggezza dei proverbi napoletani:

Puozze aunnà’ comm’aonna ‘o mare!

Vale a dire che tu possa avere tutto a tuo favore (che tu possa ingrandirti), che ti venga tutto in favore (proprio come si ingrandisce il mare).

Buàtta

Buàtta (s.f.) = barattolo di latta, lattina

La parola deriva dal termine francese con analogo significato boîte e che si pronuncia “buat”.
Questa, così come tante altre parole napoletane, è un chiaro influsso sulla lingua della dominazione francese a Napoli.

24 febbraio 2009

La fortuna bizzarra

Autore: Ennebì — Archiviato in: Cultura e tradizioni — Tag:, , , , — Ora: 20:36

È una domanda che spesso mi sono posta: come mai ci sono persone che pur impegnandosi poco nella vita, riescono meglio di chi ci mette tanta passione e fatica in quel che fa?

Deve essere un’antica domanda, forse senza risposta, se anche la saggezza popolare napoletana tramanda in merito un proverbio:

A barca storta lo puorto deritto.

Vale a dire che anche se la barca è storta (si fa riferimento a chi è disordinato), arriva comunque diritto in porto (la fortuna li arride comunque).

21 febbraio 2009

Le chiacchiere

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cucina,Cultura e tradizioni — Tag:, — Ora: 15:55

Finalmente ho avuto il tempo di farle:

Le chiacchiere

Le chiacchiere

Le chiacchiere sono un tipico dolce carnevalizio, praticamente conosciuto in tutta la penisola con nomi diversi. In Campania noi le chiamiamo chiacchiere, sono semplici da fare ed hanno anche un bell’aspetto.
Tradizionalmente si preparano il giovedì, anche se a  me prima di oggi non è stato possibile farle!

Naturalmente ho preparato anche il sanguinaccio (però quello fatto solo col cioccolato).

Per approfondimenti:

La battaglia tra il Carnevale e la Quaresima

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cucina,Cultura e tradizioni,Storia — Tag:, , , — Ora: 07:37

La parola carnevale, come tutti sanno, viene dal latino carnem levare (togliere la carne) perchè proprio il martedì, detto “grasso”, è l’ultimo giorno in cui è possibile mangiare carne prima che inizi il lungo periodo “di magro” della Quaresima (i quaranta giorni che precedono la santa Pasqua).

Nel passato la quaresima portò ad elaborare una cucina di magro particolarmente fantasiosa e saporita, perchè essendo proibite le carni e tutti i condimenti derivati dai grassi animali, bisognava pur ingegnarsi in qualche modo per dare sapore ai cibi. Nacquero in questo modo tanti piatti della nostra cucina tradizionale che sono oggi i pilastri della dieta mediterranea.

Per rendere più efficace il messaggio e l’obbligo della quaresima, nel medioevo si era soliti rappresentare allegoricamente  la battaglia tra il Carnevale e la Quaresima, dove il Carnevale era rappresentato da una persona paffuta, gioiosa seguita da una schiera di prosciutti, lardi, salami, mentre la Quaresima da un personaggio smunto, magro, pallido, seguito da sardine, pesci e baccalà. I due combattevano strenuamente, anche se alla fine vinceva sempre la quaresima imponendo per quaranta giorni le sue proibizioni.

Famoso è il  quadro del pittore fiammingo Pieter Bruegel, “La battaglia tra il Carnevale e la Quaresima”, che rappresenta la citata allegoria e che può essere ammirato su questa pagina:
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Fight_Between_Carnival_and_Lent


Per approfondimenti:

19 febbraio 2009

Carnevale nei proverbi

Autore: Ennebì — Archiviato in: Cultura e tradizioni,Eventi — Tag:, , , , , — Ora: 17:58

Carnevale addò te truove,  Natale e Pasca a’ casa toia.

(Carnevale dove ti trovi, Natale e Pasqua a casa tua)

Chi di noi non si è trovato in prossimita delle feste a dover decidere dove e come trascorrerle? Ebbene, l’antica saggezza popolare napoletana suggerisce che Carnevale si possa trascorrere dove si vuole, magari in compagnia di amici, mentre Natale e Pasqua sono preferibilmente feste da vivere in famiglia.

18 febbraio 2009

Il Carnevale a Napoli

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cultura e tradizioni,Eventi — Tag:, , — Ora: 08:59

Tradizionalmente il carnevale napoletano inizia il17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate.

Anche se la festa napoletana, come tutte le celebrazioni carnevalesche, ha origini antichissime, le prime notizie documentate risalgono al secolo XVI, dove però la festa del travestimento e delle maschere era riservata solamente ai nobili. Ben presto però il popolo scoprì il fascino ed il potere delle maschere, creando e raffinando figure che già appartenevano alla cultura popolare. La maschera di Pulcinella e le mezze maschere come la “Vecchia ‘o Carnevale“, la Zeza, Don Nicola sono il risultato di questo processo.

Oggi a Napoli non ci sono sfilate di carri allegorici o altre manifestazioni pubbliche, che invece troviamo in altre località campane.  Tra i giovani c’è invece l’usanza di trascorrere il veglione di carnevale tra amici oppure in locali, dove si organizzano feste in maschera.

Ma forse è la cucina la vera protagonista del carnevale napoletano, con piatti ricchi come la lasagna e dolci di antica tradizione come il migliaccio, il sanguinaccio e le chiacchiere.

Per approfondimenti:

17 febbraio 2009

Ricette di Carnevale

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cucina,Cultura e tradizioni — Tag:, , — Ora: 08:29

La tradizione del carnevale napoletano è molto antica, ma oggi a Napoli più che con feste e sfilate, come in altre località, si manifesta attraverso le specialità gastronomiche carnevalesche, per cui si può parlare di un vero e proprio carnevale in cucina!

Le ricette di Carnevale a Napoli (e nel resto della Campania) hanno tutte in comune la ricchezza degli ingredienti, la sontuosità dei piatti ed il fritto, visto che l’olio era caro e poteva essere usato in abbondanza solo durante le grandi feste.

Regina della cucina di carnevale è ovviamente la Lasagna, l’ultima grande festa del palato prima della lunga quaresima, giusto quindi farla quanto più ricca possibile.
Per secondo poi carne mista al ragù o braciole di maiale. Altro secondo ricco e saporito sono i fegatini di maiale con contorno di friarielli.
Passando ai dolci abbiamo il migliaccio e le chiacchiere, quest’ultime note anche in altre zone d’Italia, ma con nomi diversi. Le chiacchiere vanno accompagnate dal sanguinaccio, dove intingerle. Un tempo era fatto col sangue di maiale, oggi è soltanto una crema più o meno liquida di cioccolato. Infine anche le zeppole fritte vengono preparate a carnevale, ma a Napoli si cucinano soprattutto il giorno di San Giuseppe (19 Marzo), per cui prendono anche il nome di Zeppole di San Giuseppe.

Altri articoli

16 febbraio 2009

Carnevale 2009 in Campania

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cultura e tradizioni,Eventi,Viaggi e vacanze — Tag:, — Ora: 11:56

Anche la Campania nel periodo carnevalizio è sede di numerosi eventi e feste tradizionali.

Riportiamo qui alcuni fra gli eventi più importanti del Carnevale 2009 in Campania.

  • Ruzzola del formaggio – Pontelandolfo (BN) dal 17 gennaio al 24 febbraio 2009
    A Pontelandolfo (provincia di Benevento) il gioco della “Ruzzola del formaggio” ricorda un’antica tradizione contadina da sempre caratteristica di questo paese.
    Info: www.pontelandolfonews.com
  • “Le Quadriglie”, Carnevale Palmese  – Palma Campania (NA), 22-24 febbraio 2009
    I gruppi carnevaleschi locali, ossia le quadriglie,  si sfidano nella storica gara musicale che coinvolge l’intero paese
    Info: www.carnevalepalmese.eu
  • Carnevale Gesualdino – Gesualdo (AV) , 22-24 febbraio 2009
    Numerosi eventi caratterizzano il Carnevale Gesualdino. L’apertura è affidata a Miss Irpinia, che dopo aver tagliato il nastro, avvia il lungo corteo di auto d’epoca seguite da carri, sfilate di gruppi in maschera e dai cavalieri del Palio.
    Info: www.prolocogesualdo.it
  • Carnevale di Agropoli – Agropoli (SA), 20-24 febbraio 2009
    Programma molto vario ed articolato,  4 giorni di festeggiamenti con una colorata e briosa sfilata di carri.
    Info: www.carnevalediagropoli.it
  • Carnevale di Capua – Capua (CE), 19-24 febbraio 2009
    Giunto alla sua 123° edizione, anche quest’anno il carnevale di capua offre un programma ricco di appuntamenti che culminano nella tradizionale sfilata dei carri allegorici.
    Info: www.capuaonline.it

Approfondimenti:

14 febbraio 2009

Ma chi t’ha fatto fa’?

Autore: Portanapoli — Archiviato in: Cultura e tradizioni — Tag:, , , — Ora: 23:53
Ma chi t’ha fatto fa’?

Ma chi t’ha fatto fa’?

Lo diciamo a Napoli, spesso rivolto ad un amico, in segno di bonario rimprovero per una sua azione che ha avuto (o potrebbe avere) conseguenze spiacevoli o imprevedibili.

Ma questa frase non avrebbe altrettanto peso o colore se non fosse accompagnata da un inequivocabile gesto: le mani giunte vengono portate al torace e poi allontanate ripetutamente.

Questo è un gesto dai molti significati, per la cui comprensione spesso è fondamentale il contesto in cui viene fatto, come pure l’espressione del viso. Può indicare impazienza, “Ti vuoi muovere?”, ma anche rassegnazione e principio di rabbia quando non si hanno più risorse: “Ma cosa vuoi ancora da me?”.

Nell’immagine una illustrazione di Francesca.

Maggiori informazioni:

8 febbraio 2009

Processioni del Venerdì Santo a Sorrento

Le Processioni del Venerdì Santo in Penisola Sorrentina sono un appuntamento di grande intensità e suggestione nel panorama dei riti pasquali in Campania.
Insieme alle celebrazioni della Settimana Santa di Procida, le processioni che si svolgono in penisola presentano tanto al visitatore esterno, quanto al fedele un insieme di elementi eterogenei, che fondono intensa devozione religiosa, tradizione secolare e folklore locale in riti di origine antica.

Sono almeno una ventina le processioni che si svolgono in penisola sorrentina, tra la notte del giovedì e del venerdì , ognuna organizzata da una diversa confraternita. Queste si svolgono nei diversi comuni sorrentini, attraversando molte delle più note strade della penisola: chi si trova in quei posti durante la settimana santa non potrà non notare i cortei che si svolgono a Massa Lubrense o a Piano di Sorrento, Sant’Agnello o Meta di Sorrento.

Le più note sono comunque le due che si svolgono a Sorrento, ossia la processione dell’Addolorata organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica e la processione del Cristo Morto organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita della Morte.

La processione dell’Addolorata, detta anche della “Visita ai Sepolcri“, si svolge a Sorrento nel cuore della notte tra il il Giovedì ed il Venerdi Santo (il rientro in chiesa avviene sempre tra le cinque e le sei del mattino).
I confratelli sono vestiti con un saio bianco (“processione bianca“) col capo ed il viso coperti da un cappuccio. Nella processione vengono portati la statua della Madonna Addolorata ed i simboli del martirio di Gesù.

La processione del Cristo Morto si svolge a Sorrento la sera del Venerdì Santo ed è una delle processioni più antiche d’Italia.
La processione rievoca il trasporto del Cristo Morto, rappresentato da una splendida statua lignea portata in corteo.
I partecipanti indossano un saio nero (“processione nera“) ed hanno sempre il volto nascosto da un cappuccio.

    1 febbraio 2009

    La Settimana Santa di Procida

    Procida

    Procida

    In Campania la Settimana Santa è celebrata ovunque con suggestive processioni e riti di antica tradizione. Si pensi ad esempio alle Processioni del Venerdì Santo che si svolgono nella penisola sorrentina.
    Meno conosciuti, ma altrettanto suggestivi sono i riti della Settimana Santa di Procida, senza dubbio tra quelli più coinvolgenti e sentiti dalla popolazione, infatti vi partecipa almeno un terzo degli abitanti dell’isola.

    La settimana comincia con la Domenica delle Palme, con i fedeli che si recano in chiesa con un rametto di ulivo che sarà poi benedetto dal parroco. Dopo la messa, il sacerdote conduce una processione e nel pomeriggio ci si reca al cimitero per portare ai defunti i rametti benedetti.

    Il giovedì c’è la processione degli Apostoli incappucciati. I confratelli del Santissimo Sacramento, dopo il rito della Lavanda dei Piedi, si incappucciano e con una croce sulle spalle ed una corona di spine sulla testa, vanno in processione scortati da un centurione romano.

    Il venerdì si svolge quella che è una delle più antiche tradizioni di Procida, la Processione del Venerdì Santo che risale addirittura al Seicento, con il corteo dei carri allegorici dei Misteri, che precedono le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata, il baldacchino funebre e la banda musicale. Molto suggestivi sono proprio i Misteri, che  sono rappresentazioni plastiche di scene dal Vecchio Testamento e dal Vangelo, realizzati artigianalmente ogni anno dai procidani.

    Per approfondire:

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