Squali: predatori dei mari

Domani, 13 Marzo 2009, si inaugura alla Città delle Scienza di Napoli la mostra “Squali: predatori dei mari”, realizzata dalla Fondazione Idis-Città della Scienza in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn.

La mostra ha l’obiettivo di far conoscere gli squali ed il loro habitat al grande pubblico, volendo sfatare i tanti luoghi comuni che circondano questi affascinanti predatori dei mari  e sensibilizzando il visitatore sull’importanza della salvaguardia della specie, fondamentale per la conservazione degli ecosistemi marini.

Uno squalo bianco di 5 metri ed uno squalo elefante di 6,20 metri sono le attrazione principale della mostra, il cui percorso espositivo è diviso in 12 sezioni, con modelli in grandezza naturale, campioni preservati in alcool, filmati multimediali, foto, disegni e exhibit interattivi.
Per maggiori informazioni:

Offerte Pasqua 2009 a Napoli

Le vacanze di Pasqua sono un periodo ideale per visitare Napoli e scoprire tutti i tesori e le bellezze di questa città d’arte.

Molti alberghi e bed and breakfast offrono in questo periodo promozioni e pacchetti su misura per una visita di due-tre giorni, spesso con escursioni e visite guidate incluse. Inoltre per chi effettua soggiorni brevi di almeno tre giorni c’è anche possibilità di affittare appartamenti e godere così di tutte le comodità, come una cucina propria per prepare il pranzo pasquale.

Per avere una panoramica completa delle strutture ricettive e delle offerte:

Offerte,  promozioni e pacchetti:

Gnocchi al ragù

Gnocchi al ragù

Gnocchi al ragù

Gli gnocchi della domenica, quelli profumati, che ti saziano con una porzione, ma che te ne mangi sempre due, quelli che pregusti già al sabato quando avverti l’odore del ragù che sta a pippiare dinto o’ tiano, quelli che vorresti conservare per il lunedì, ma che finiscono sempre immancabilmente la domenica sera… si, proprio questi gnocchi ha fatto Donna Elisabetta e ce ne ha mandato un piatto per farli gustare pure a noi (grazie a Davide per le fotografie).

Di seguito trovate la sua ricetta per gli gnocchi di patate ed alcuni sughi per il condimento:

Un proverbio per le donne

Non ci avevo mai fatto caso. Stavo cercando nel mio libro dei proverbi napoletani un detto da proporvi per celebrare la festa della donna. In effetti ne ho trovati tanti, ma tra essi nessuno delineava la figura della donna in positivo. Allora mi sono chiesta come mai la tradizione popolare napoletana avesse un simile atteggiamento misogino. Riflettendo poi ho notato che quasi tutti i proverbi sottolineavano l’aspetto di pericolosità della figura femminile, la cui bellezza e astuzia può rovinare un uomo più dell’effetto del passaggio di un battaglione di soldati (tira chiù ‘nu pilo e femmena ca mille bastemiénte). Allora mettendo da parte la scontata interpretazione di maschilismo meridionale, ho letto in positivo la maggior parte di questi detti, riconoscendo piuttosto nel maschio napoletano una sorta di soggezione e di temuta dipendenza nei confronti delle donne, spesso espressa con locuzioni emblematiche:

‘E femmene ne sanno una chiù d”ò diàvulo”

(le donne ne sanno una più del diavolo)

Via Toledo

Via Toledo è una delle strade più famose di Napoli, eppure il suo nome ha conosciuto una storia travagliata negli ultimi 150 anni.

Nata nel 1536 per volere del vicerè Pedro Toledo, ne conservò il nome fino al 1870 quando poi si decise di rinominarla in “Via Roma, già Toledo” per festeggiare la presa di Roma, futura capitale del Regno d’Italia.
I Napoletani, già diffidenti verso la nuova casata regnante non accolsero al meglio il cambio di nome e per tale motivo le nuove targhe furono vegliate a lungo dalle Guardie Municipali, in previsione di passionali attacchi a base di scalpello e martello.

Ma si possono cambiare la targhe, non le abitudini: negli anni Settanta del secolo scorso ricordo ancora che in molti per indicare questa strada dicevano “ngoppa a Tuledo” (sulla via Toledo), benchè fosse passato un secolo dal cambio di nome.

Finalmente negli anni Novanta l’arteria ha riacquistato il suo vecchio nome, con buona pace dei tanti Napoletani che avevano cominciato a chiamarla via Roma: oggi, girando per Napoli, potete chiamarla col nome ufficiale di Via Toledo o quello conservato temporaneamente per un secolo e mezzo di Via Roma, le attuali generazioni vi capiranno in entrambi i casi. In futuro, chi sa…?

Per approfondire:

I sepolcri e lo struscio

Come è noto al Giovedì Santo la tradizione pasquale e la liturgia della Settimana Santa prevede che i fedeli vadano a visitare i sepolcri nelle chiese, che, secondo un’antica tradizione, devono essere almeno tre e sempre in numero dispari.

Questo rito viene comunemente indicato come il “giro dei sepolcri”, ma a Napoli (e a quanto pare in buona parte del Campania) si usa anche il termine struscio.

Una delle spiegazioni più plausibili che ho trovato circa l’origine del termine risale addirittura ad un bando del Settecento, quando a Napoli durante la settimana santa fu imposto (così come era già tradizione in Spagna) il divieto di circolare con cavalli e carri, divieto confinato successivamente poi alla sola via Toledo. I fedeli, che in gran numero osservavano il rito dei sepolcri, erano quindi costretti a circolare a piedi lungo la principale arteria cittadina. Visto il gran numero di persone, il passeggio era lento e si procedeva quindi strusciando (strisciando) i piedi lentamente sul selciato ed anche le stoffe ancora rigide dei vestiti nuovi indossati per l’occasione, strusciavano tra di loro producendo un suono sommesso.

La leggenda della pastiera

Pastiera

Pastiera

Regina della pasticceria campana, simbolo della Pasqua napoletana, la pastiera da sempre  accompagna la Settimana Santa in Campania con i suoi intensi profumi e l’inconfondibile aroma.

Di origine antichissima, risalirebbe ai culti pagani che celebravano l’arrivo della primavera, la pastiera ha legato il suo mito addirittura alla leggenda di Partenope e della fondazione di Napoli. La sirena, con la sua voce melodiosa e dolcissima aveva incantato gli abitanti del Golfo di Napoli, i quali, per ringraziarla, le portarono sette doni, ognuno dei quali con un preciso significato simbolico: la farina, la ricotta, le uova, il grano cotto nel latte, i fiori di arancio, le spezie e lo zucchero. La sirena Partenope gradì i doni e li raccolse per portarli alle sua dimora al cospetto degli dei, i quali combinarono in modo divino gli ingredienti, trasformandoli così nella pastiera, una delizia più dolce e soave del canto della stessa Partenope.

Per approfondire:

Pasqua a Procida

Tracorrere la Pasqua a Procida è sicuramente un’esperienza affascinante e coinvolgente, soprattutto per l’intenso misticismo della Settimana Santa di Procida.
Le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo sono antichissime e molto sentite dalla popolazione, che vi partecipa in massa.
Non solo la tradizione, ma anche la natura è un’attrazione: il tepore primaverile permette di prendere la prima tintarella sulle belle spiagge vulcaniche dell’isola e magari osare anche qualche nuotata in mare. Inoltre si possono provare le specialità di mare del Golfo di Napoli, ad esempio sedendo fra le barche di pescatori giù alla Marina di Corricella.

Per approfondire:

Informazioni turistiche:

Un augurio speciale

Oggi è il compleanno dell’autore di Portanapoli. Con l’occasione ho pensato di fargli degli auguri speciali, attingendo alla ricca saggezza dei proverbi napoletani:

Puozze aunnà’ comm’aonna ‘o mare!

Vale a dire che tu possa avere tutto a tuo favore (che tu possa ingrandirti), che ti venga tutto in favore (proprio come si ingrandisce il mare).

Vesuvio con la neve

Questo freddo febbraio 2009 ha visto dopo tanti anni la neve a Napoli. Soffici fiocchi bianchi si sono depositati, anche se per poco tempo, lungo le vie del centro e del lungomare.
Anche il Vesuvio, come ogni inverno, ha fatto da cornice al Golfo infreddolito con il suo tipico cappuccio bianco invernale.

Ecco una bella foto scattata da Davide, figlio di donna Elisabetta (l’autrice di alcune ricette sul nostro blog):

Vesuvio con la neve

Vesuvio con la neve (fotografato dal "Rione alto")

Ova ‘mpriatorio

Uova in purgatorio

Uova in purgatorio

In tempo di Quaresima (ma anche per dare qualche colpo di rifinitura alla linea) è bene avere a portata di mano una ricetta semplice, veloce da cucinare, ma leggera.
Allora cosa di meglio che preparare una semplice salsa di pomodoro e farci cuocere dentro un paio di uova? … ed ecco pronto un bel secondo economico e nutriente.

Quel nome, poi, ova ‘mpriatorio (uova in purgatorio) , mi ha sempre incuriosito, fin da bambino: l’origine del nome secondo varie fonti sarebbe dovuto all’aspetto del piatto, che richiama alla mente le rappresentazioni delle anime del purgatorio presenti nelle edicole votive di Napoli.

La ricetta e maggiori notizie sul piatto alla pagina seguente:

La fortuna bizzarra

È una domanda che spesso mi sono posta: come mai ci sono persone che pur impegnandosi poco nella vita, riescono meglio di chi ci mette tanta passione e fatica in quel che fa?

Deve essere un’antica domanda, forse senza risposta, se anche la saggezza popolare napoletana tramanda in merito un proverbio:

A barca storta lo puorto deritto.

Vale a dire che anche se la barca è storta (si fa riferimento a chi è disordinato), arriva comunque diritto in porto (la fortuna li arride comunque).

Piazze di Napoli

Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito

Seguire quel tragitto ideale che attraversa le  Piazze di Napoli è un pò come ripercorrere la storia di Napoli, dalla millenaria testimonianza di Piazzetta Nilo, o’ cuorpe ‘e Napule, alle recenti risistemazioni per il Metrò dell’Arte di Piazza Vanvitelli.

Luoghi che hanno attraversato i secoli, cambiando il loro aspetto, adattandosi alle esigenze della città che cresceva, ma conservando nei toponimi e negli edifici monumentali le testimonianze del passato: le mura greco-romane della Napoli sotterranea a  Piazza Bellini, il cuore della città a Piazza San Domenico Maggiore lungo il tracciato di Spaccanapoli, le feste e le kermesse internazionali a Piazza del Plebiscito.

Il Maggio dei Monumenti ha insegnato ai napoletani ed ai turisti a riscoprire molti dei tesori, spesso nascosti, presenti in queste piazze e nelle chiese e nei palazzi che vi si affacciano, utilizzando gli spazi per manifestazioni, mostre e percorsi storici.

Per sapere di più sulla storia e le testimonianze in ogni singolo luogo: